Decisioni
riguardanti la revisione del meccanismo di price cap e l'accesso
disaggregato alla rete locale
11
dicembre 2000
Il Consiglio e la Commissione Infrastrutture e Reti dell'Autorità
per le Garanzie nelle Comunicazioni hanno oggi adottato due decisioni
fondamentali per il completamento del processo di liberalizzazione
nel settore dei servizi di telefonia vocale.
La prima di tali decisioni riguarda il ripianamento del deficit
dell'accesso di Telecom Italia, di quei costi, cioè, che
l'operatore incumbent sostiene per l'ammortamento e la manutenzione
della propria rete, alla quale tutti i soggetti interessati a fornire
servizi di telefonia hanno diritto di accesso.
La seconda mira a promuovere l'effettivo avvio, a partire dal 1°
gennaio 2001, dei servizi di accesso disaggregato alla rete locale
(cosiddetto unbundling del local loop) da parte
degli operatori alternativi a Telecom Italia.
La contestualità dei provvedimenti oggi assunti testimonia
della volontà dell'Autorità di favorire una rapida
apertura al mercato del segmento della telefonia locale e, più
in generale, di tutti i servizi di accesso. Grazie a una maggiore
concorrenza nell'offerta, i consumatori potranno sperimentare una
sempre crescente libertà di scelta e un'inevitabile riduzione
dei costi dei servizi.
La revisione del meccanismo di price cap e il risanamento del
deficit d'accesso di Telecom Italia
Prendendo atto della richiesta avanzata dalla Commissione Europea
circa la necessità di procedere rapidamente al ripianamento
del deficit sull’accesso di Telecom Italia, anche al fine di evitare
il rinvio dell’Italia alla Corte di Giustizia europea. l’Autorità
ha aderito alla richiesta di consentire per il 2001 un aumento massimo
dei canoni di Telecom Italia pari al tasso di inflazione + 6%, Il
valore per l’anno 2002 sarà fissato entro il 31 ottobre 2001,
al termine di una verifica dell’evoluzione del processo di ribilanciamento
e dell’effettivo sviluppo, da parte di Telecom Italia, del servizio
di unbundling, secondo il percorso delineato dall’Autorità.
La definizione della misura dei singoli canoni e contributi spetta
a Telecom Italia, che ha facoltà di variare i prezzi dei
suoi servizi nell’ambito del vincolo massimo deciso dall'Autorità.
Il paniere dei servizi ai quali fa riferimento questo vincolo comprende
sia i servizi PSTN (la linea "normale"), sia i servizi
ISDN (cosiddetta linea "veloce"), offerti alla clientela residenziale
e alla clientela affari.
L’effetto complessivo di tale manovra sarà comunque più
che controbilanciato dalla riduzione dei prezzi delle conversazioni.
Il sistema di price cap in vigore prevede infatti che le
manovre tariffarie di Telecom Italia producano ogni anno effetti
riduttivi sulla spesa della clientela (quantificati in una riduzione
della spesa pari a "inflazione – 4,5%"). Pertanto se Telecom
Italia intenderà aumentare i propri canoni nella misura massima
prevista dall’Autorità, contestualmente dovrà effettuare
riduzioni più che proporzionali dei prezzi delle chiamate.
Inoltre l’Autorità ha introdotto un meccanismo che garantisce
la concreta attuazione dei risparmi di spesa per la clientela, attraverso
la previsione di una sollecita restituzione in bolletta delle eventuali
riduzioni effettuate in ritardo da Telecom Italia..
Si ricorda che, con l'intento di tutelare le categorie di cittadini
appartenenti a categorie disagiate, l'Autorità ha deliberato,
nel luglio scorso, l'adozione di un nuovo sistema di agevolazioni,
basate sulla riduzione del 50% canone telefonico in presenza di
determinati requisiti quali:
-
la presenza, all'interno del nucleo familiare, di soggetti
ad alto (un invalido civile, un percettore di pensione sociale,
un anziano sopra i 75 anni, un capofamiglia disoccupato)
-
un livello di reddito definito in base all' ISE (Indicatore
di Situazione Economica) pari a 13 milioni annui.
Il nuovo meccanismo introdotto dall'Autorità riguarda una
platea di cittadini molto ampia (oltre 1.300.000 abbonati) ed entrerà
in vigore nel luglio 2001, dopo l'approvazione di un decreto attuativo
da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri previsto per
il prossimo gennaio. Sarà l'INPS a certificare l'appartenenza
alle fasce sociali meritevoli di agevolazione.
L'intervento dell'Autorità in materia di accesso disaggregato
alla rete locale
Al fine di favorire il decollo dei servizi di unbundling,
l’Autorità ha adottato due provvedimenti riguardanti, rispettivamente,
le condizioni tecniche e procedurali; e le condizioni economiche
dell’Offerta di Riferimento presentata all'Autorità da parte
di Telecom Italia.
Anche attraverso una fitta collaborazione con gli operatori interessati
a fornire servizi di accesso alla rete locale in alternativa a Telecom
Italia e l'istituzione di un'apposita Unità per il monitoraggio,
l'Autorità ha elaborato un insieme di procedure volte a facilitare
il processo di richiesta dei siti di co-locazione e a garantire,
nei casi di insufficienza degli spazi deputati, l'equa e trasparente
attribuzione degli spazi già esistenti.
Il percorso previsto dall'Autorità avrà inizio immediatamente
e dovrà concludersi, al più tardi, entro il mese di
giugno 2001.
Con riferimento agli aspetti economici, l’Autorità ha analizzato
le condizioni proposte da Telecom Italia e ha ritenuto opportuno
effettuare alcune riduzioni di prezzo rispetto alla proposta pervenuta.
Si riportano di seguito alcuni esempi:
Il prezzo mensile di affitto del doppino in rame passa dalle 26.300
proposte a 22.200 Lire (con una riduzione del 16%) per i servizi
PSTN e ISDN e a a 24.300 Lire (con una riduzione dell’8%). per i
servizi ADSL. Significative riduzioni sono state apportate anche
ad altri elementi di costo previsti nell’offerta (per es. i contributi
di attivazione per il doppino in rame, ridotti del 40%).
A seguito dell’intervento dell’Autorità, l’Italia si posiziona
tra i paesi europei con i più bassi costi per i servizi di
accesso disaggregato alla rete locale.
Le procedure per l’unbundling
La delibera dell’Autorità relativamente all’offerta di unbundling
del local loop rimuove alcuni vincoli di carattere tecnico e procedurale
contenuti nell’Offerta di Riferimento di Telecom Italia quali ad
esempio:
-
semplificazione delle procedure per la richiesta dei servizi
di accesso disaggregato;
-
miglioramento del service level agreement ovvero dei tempi
massimi indicati per la fornitura dei singoli servizi. A titolo
esemplificativo, i tempi massimi per la fornitura della coppia
in rame (il doppino telefonico) ad altro operatore passano dai
18-20 giorni del listino Telecom Italia a 7-10 giorni;
-
ridefinizione dello spazio minimo di co-locazione attribuito
ad ogni operatore, per tenere conto delle esigenze del mercato.
Inoltre il provvedimento dell’Autorità delinea un percorso
che prevede diverse fasi:
-
fornitura da parte di Telecom Italia agli operatori licenziatari
delle informazioni preliminari e dettagliate sui siti di co-locazione
ovvero indirizzo dei siti, numero di linee e archi di numerazione
attestate ad ogni sito.
-
Fornitura da parte degli operatori licenziatari all’Autorità
ed a Telecom Italia delle manifestazioni di interesse verso
i siti per i quali richiederanno i servizi di unbundling, con
indicazione degli spazi richiesti e delle priorità assegnate
ad ogni sito.
-
Elaborazione da parte dell’Autorità di una graduatoria
dei 500 siti ritenuti prioritari da parte degli operatori
-
Avvio da parte di Telecom Italia degli studi di fattibilità
sui siti individuati
-
Comunicazione dell’esito degli studi di fattibilità
agli operatori licenziatari e conferma da parte degli stessi
dell’ordine.
-
Avvio da parte di Telecom Italia dei lavori di predisposizione
dei siti e messa a disposizione agli operatori degli spazi richiesti.
-
Avvio servizio commerciale verso utenza finale da parte di
operatori licenziatari.
Questo processo avrà inizio immediatamente e dovrà
concludersi, al più tardi, entro il mese di giugno 2001.
Questo percorso sarà costantemente oggetto di monitoraggio
da parte dell’Autorità, al fine di assicurare che l’effettiva
operatività dell’offerta avvenga in tempi celeri.
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