L’AUTORITA’
ai sensi della propria delibera n. 278/99
recante "Procedura per lo svolgimento di consultazioni pubbliche nell’ambito
di ricerche e indagini conoscitive", indice una consultazione pubblica
al fine di acquisire elementi di informazione e documentazione in merito
allo sviluppo potenziale del mercato costituito dalla fornitura, con standard
DVB-H, di servizi televisivi, anche interattivi, fruibili da terminali
in mobilità.
INVITA
- i soggetti che hanno interesse a candidarsi come operatori autorizzati
alla fornitura delle reti e/o dei servizi suddetti;
- le imprese autorizzate alla fornitura di servizi di comunicazione
elettronica ed alla fornitura di contenuti;
- le imprese manifatturiere produttrici di apparati e sistemi e/o le
associazioni di categoria;
- le associazioni dei consumatori;
- altri soggetti potenzialmente interessati;
a far pervenire all’Autorità una comunicazione contenente la propria
posizione in merito al tema oggetto di consultazione.
Ai fini dell’indagine conoscitiva, l’Autorità procederà
a convocare in audizione le emittenti nazionali e gli operatori attivi
nel mercato dei servizi televisivi digitali, gli operatori di telefonia
mobile, le imprese manifatturiere operanti nel settore e le associazioni
dei consumatori. I soggetti interessati ad essere convocati in audizione
sono invitati a inviare la relativa richiesta, con cortese urgenza, in
forma scritta all’indirizzo sotto indicato.
Le comunicazioni in risposta recanti la dicitura "Consultazione pubblica
concernente una indagine conoscitiva sulla fornitura di servizi televisivi
broadcasting in mobilità mediante tecnologia DVB-H", nonché
l’indicazione della denominazione del soggetto rispondente, dovranno essere
fatte pervenire, entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente documento,
tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o raccomandata a mano, al
seguente indirizzo:
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Servizio Tecnologie
Centro Direzionale - Is. B5 – "Torre Francesco"
80143 Napoli
Le comunicazioni potranno anche essere anticipate, in formato elettronico,
al seguente indirizzo e-mail: tecnologie@agcom.it,
recando in oggetto la denominazione del soggetto mittente seguita dalla
dicitura sopraindicata.
In particolare la comunicazione deve essere strutturata in maniera da
contenere le osservazioni del mittente sugli argomenti di interesse contenuti
nel seguente questionario e seguendo lo schema individuato dal questionario
stesso. I partecipanti sono invitati, inoltre, a fornire qualunque altro
commento ed informazione utile, ai fini della presente consultazione,
per la comprensione del mercato dei servizi televisivi broadcasting
in mobilità.
Le comunicazioni inviate dai soggetti che hanno aderito alla consultazione
non precostituiscono alcun titolo, condizione o vincolo, rispetto ad eventuali
successive decisioni dell’Autorità stessa, hanno carattere meramente
informativo per i summenzionati fini conoscitivi e sono trattate dall’Autorità
con la massima riservatezza.
Una sintesi elaborata dall’Autorità delle risultanze della consultazione
è pubblicata, al termine dell’esame delle comunicazioni pervenute,
sul Bollettino Ufficiale dell’Autorità e sul sito Web dell’Autorità
stessa, all’indirizzo www.agcom.it.
Il presente documento è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Napoli, 8 novembre 2005
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IL DIRETTORE DEL
SERVIZIO TECNOLOGIE
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Vincenzo Lobianco
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DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE
Premessa
I recenti sviluppi tecnologici hanno messo a disposizione
diversi sistemi e standard per la diffusione di contenuti audiovisivi
ricevibili da terminali mobili. Già oggi alcuni operatori radiomobili
forniscono servizi di video in modalità streaming (unicast/multicast),
tramite le reti GSM e UMTS.
Per quanto attiene ai sistemi che consentono la modalità broadcast,
al momento il sistema a standard DVB-H appare essere quello di più
avanzata introduzione, sebbene risultano allo stato disponibili altre
tecnologie quali il DMB (Digital Multimedia Broadcast) e l’ISDB
(Integrated Services Digital Broadcasting).
Lo standard DVB-H (Digital Video broadcasting –
Handheld), adottato nel novembre 2004 dall’ETSI, con il documento
"Digital Video Broadcasting: Transmission System for Handheld
terminals (DVB-H)", ETSI EN 302 304 V1.1.1 (2004-11),
è derivato dallo standard DVB-T (DVB - Terrestrial), usato
per la televisione digitale terrestre. Rispetto al DVB-T, lo standard
DVB-H è specificatamente rivolto alla ricezione da terminali mobili,
con riguardo tra l’altro alla la ricezione in movimento ed al consumo
energetico. Il DVB-H consente quindi la ricezione, tramite dispositivi
handheld di piccole dimensioni, di servizi multimediali
(tipicamente televisivi e radiofonici) anche con caratteristiche interattive.
Le principali caratteristiche del sistema sono:
- Utilizzo dei sistemi innovativi di codifica audio/video rivolti alla
ricezione mobile;
- Compatibilità con le reti DVB-T: i segnali DVB-H possono essere
trasmessi all’interno di un multiplexer DVB-T insieme ad altri programmi
codificati in MPEG-2. Tuttavia i set-top box DVB-T non sono in grado
di decodificare i segnali DVB-H e viceversa;
- Basso consumo dei terminali;
- Maggiore robustezza rispetto ai disturbi nella ricezione;
- Utilizzo di protocolli IPv4/IPv6 per il trasporto di dati e audio/video;
- Frequency handover tra celle per la ricezione mobile.
Il DMB (Digital Multimedia Broadcast) è
una tecnologia derivata dalla standard DAB (Digital Audio Broadcasting)
con alcuni adattamenti per migliorarne le caratteristiche di ricezione
e che consente la fornitura di servizi televisivi broadcasting
in mobilità.
Lo standard prevede l’utilizzo delle frequenze radio terrestri in banda
VHF III e/o in banda L (T-DMB) e l’utilizzo di sistemi satellitari in
banda L (S-DMB).
Il sistema ISDB-T (Integrated Services Digital
Broadcasting) è lo standard giapponese per la TV digitale
che consente anche la ricezione mobile. A tale proposito, è prevista
l’allocazione di circa 1/13 della capacità delle reti televisive
digitali per la ricezione mobile.
L’Autorità, intende valutare, sul tema oggetto
della presente consultazione, la necessità di adottare interventi
regolamentari di sua competenza in materia di:
- pianificazione delle frequenze;
- procedure di assegnazione delle frequenze;
- regolamentazione dell’accesso e dei servizi;
- tutela della concorrenza e del pluralismo;
- trasparenza delle offerte e tutela dei consumatori.
QUESTIONARIO
Aspetti di mercato e tecnici
- Lo standard DVB-H consente di ricevere i contenuti tipici della televisione
sul terminale in mobilità (ad esempio TV digitale, Pay per
view, Digital radio, Teletext, Information Services).
Tali servizi sono generalmente indicati con il nome di Mobile
Broadcasting. Lo standard consente inoltre l’implementazione
di servizi interattivi a diversi livelli realizzando il canale di ritorno,
ad esempio, attraverso la rete degli operatori mobili. E’ pertanto evidente
una convergenza tra la modalità di comunicazione tipica del broadcaster,
unidirezionale verso un grande numero di utenti e quella tipica di operatori
di telecomunicazioni, che permette agli utenti di stabilire comunicazioni
bidirezionali. Potranno quindi essere offerti servizi broadcast
con canale di ritorno, quali il Video on demand, la TV interattiva,
il download di giochi, applicazioni, files, videocomunicazione,
messaging, etc..
Inoltre, le ridotte dimensioni dello schermo dei terminali e la possibilità
di ricevere i segnali in mobilità comporteranno presumibilmente
un diverso modo di accedere ai servizi televisivi DVB-H. La tecnologia
rende disponibile sia la possibilità di una semplice ritrasmissione
dei canali televisivi già irradiati per i terminali domestici
(simulcast) sia la possibilità di trasmettere nuovi canali
realizzati ad-hoc per i sistemi in mobilità. Dalle sperimentazioni
avviate in alcuni paesi europei emerge, tra l’altro, che l’utente dedica
alla visione un periodo di tempo limitato tipicamente ricavato nelle
pause tra altre attività, ed in ogni caso ridotto rispetto al
tempo normalmente dedicato alla visione dei servizi televisivi.
Si ritiene vi saranno differenze nei servizi e nelle modalità
di programmazione dei contenuti trasmessi nel Mobile Broadcasting
rispetto a quelli trasmessi per i sistemi audiovisivi domestici?
Perché e in che termini?
- I fornitori di servizi a standard DVB-H potrebbero adottare differenti
modelli di offerta dei servizi: in chiaro, a pagamento su base sottoscrizione
periodica o del tipo pay per view o una qualsiasi combinazione
delle tre modalità.
Quali modelli di offerta si ritiene saranno implementati e per quali
motivazioni?
- I sistemi radiomobili di terza generazione (UMTS) consentono già
oggi la fruizione di contenuti televisivi su telefoni mobili in modalità
unicast/multicast, seppure con limitazioni tecniche legate alla
rapida saturazione delle risorse radio all’aumentare del numero di utenti
che richiedono l’accesso ad un determinato contenuto.
Tali limitazioni sono superate dal DVB-H, che consente modalità
trasmissive d tipo broadcast. In tal senso il DVB-H può
essere considerato come una estensione del DVB-T per consentirne la
ricezione su terminali mobili ovvero come un complemento dei sistemi
UMTS nella fruizione di servizi multimediali audiovisivi.
Quale relazione tecnica e di mercato si realizza tra i diversi sistemi
trasmissivi che consentono la fruizione di contenuti multimediali?
- Come osservato in premessa, le principali alternative di tipo broadcast
al DVB-H per la diffusione verso terminali mobili di contenuti multimediali
sono rappresentate dal DMB, dal ISDB-T. Nel rispetto di una regolamentazione
tecnologicamente neutrale, l’utilizzo di tali sistemi dovrebbe essere
lasciato agli operatori; pur tuttavia esistono, specialmente nella pianificazione
dello spettro radio, possibili differenze normative.
Quali sono, a parere dei partecipanti all’indagine, i vantaggi e
gli svantaggi delle tecnologie sopra indicate? Quale approccio regolamentare
per la pianificazione deve essere seguito?
- La ricezione di segnali da parte di terminali mobili richiede una
adeguata intensità media del campo ricevuto ad altezza d’uomo.
Pertanto per realizzare una copertura completa a standard DVB-H sono
possibili diverse alternative tra cui si citano:
- utilizzo delle reti (siti e impianti) oggi utilizzate per la diffusione
televisiva;
- utilizzo delle attuali reti (siti e impianti) televisive con l’aggiunta
di gap fillers realizzati in nuovi siti;
- utilizzo delle attuali reti (siti e impianti) televisive integrando
la copertura tramite i siti delle reti radiomobili cellulari;
- utilizzo dei soli siti utilizzati per le reti radiomobili cellulari.
Considerando l’attuale grado di diffusione delle reti televisive
e radiomobili in Italia, quale modalità di realizzazione della
copertura per la ricezione del segnale televisivo con terminali mobili
si ritiene più adeguata e per quali motivazioni?
- Gli "attori" coinvolti nella catena del valore per la realizzazione
di servizi di Mobile Broadcasting sono molti e si distinguono
per la tipologia di offerta di contenuto, servizio o infrastruttura
che viene integrata nella soluzione complessiva.
L’operatore mobile è in una posizione di vantaggio per la realizzazione
del canale di ritorno per servizi interattivi in particolare per la
gestione del cliente che comprende la fatturazione, la fornitura di
sistemi di autenticazione, e la protezione dei contenuti. Inoltre, grazie
alla potenziale integrazione dei ricevitori DVB-H nei telefoni cellulari,
gli operatori mobili potranno avere rivolgersi ad una larga base di
clienti oltre a disporre di una rete cellulare adatta alla realizzazione
di una copertura per servizi diretti ad utenti in mobilità. L’operatore
mobile può svolgere anche altri ruoli della catena del valore
quali quello del Datacast Network Operator e del Service Provider.
Per altro verso, gli operatori broadcasters hanno acquisito da
una lato notevole esperienza nell’aggregare contenuti per realizzare
palinsesti di interesse per gli utenti e dall’altro hanno accesso alle
infrastrutture di rete (siti e impianti) in grado di supportare il DVB-H.
Tali operatori stanno inoltre acquisendo esperienza nell’offerta di
servizi di TV digitale terrestre e nell’offerta di contenuti premium.
Infine, a seconda del modello di offerta che può essere implementato
dai vari "attori" della catena del valore (fornitore di contenuti,
operatore di rete, fornitore di servizi) sono possibili differenti modelli
di business, per l’offerta di servizi DVB-H, che possono prevedere
diverse modalità di ridistribuzione dei ricavi tra i vari attori
della catena del valore, quali "revenue sharing", incassi
diretti da pubblicità, canoni "flat fee" etc..
Qual si ritiene sia la dimensione del mercato, il livello degli investimenti,
il grado di differenziazione rispetto agli altri servizi multimediali,
i modelli di business ed il ruolo dei diversi attori nel mercato
dei servizi che saranno offerti tramite DVB-H, anche in considerazione
dell’attuale posizione di mercato degli operatori televisivi e di telecomunicazioni?
Aspetti di natura regolamentare
- L’integrazione del vigente quadro regolamentare richiederà
che l’Autorità, relativamente ai servizi DVB-H e per le bande
di frequenze che saranno identificate per tali servizi, definisca le
procedure per l’assegnazione dei relativi diritti d’uso. In merito al
primo aspetto sono ipotizzabili le seguenti alternative:
- l’individuazione di specifiche porzioni di spettro radio;
- l’utilizzo delle medesime frequenze pianificate per i sistemi DVB-T.
Quale modalità di individuazione e allocazione delle risorse
di frequenza da utilizzare per i sistemi DVB-H si ritiene più
idonea a garantire una gestione efficiente e non discriminatoria dello
spettro e per quali motivazioni?
- Nell’ipotesi in cui venga individuata una specifica banda di frequenze
in cui i sistemi DVB-H dovranno operare, sarà necessario stabilire
criteri equi e non discriminatori per l’assegnazione dei relativi diritti
d’uso. A titolo di esempio, potranno essere previsti criteri sull’estensione
geografica delle reti (regionale ovvero nazionale), eventuali obblighi
di copertura che si ritengono adeguati per lo sviluppo del servizio,
nonché requisiti soggettivi ed oggettivi per acquisire i titoli
autorizzatori necessari ad ottenere i diritti d’uso delle frequenze.
Quali si ritiene siano i requisiti e la procedura più idonei
per l’assegnazione dei diritti d’uso per le frequenze dei sistemi DVB-H
e per quali motivazioni?
- Nell’ipotesi in cui i sistemi DVB-H vengano realizzati occupando parte
della capacità trasmissiva di una rete DVB-T, dovranno essere
definiti i criteri per consentire l’accesso alla capacità dei
multiplex DVB-T anche a soggetti non attivi nel mercato DVB-T ma interessati
a realizzare sistemi trasmissivi DVB-H. A tal fine le procedure di accesso
alle risorse dovranno essere trasparenti, non discriminatorie e tali
da consentire un effettivo sviluppo concorrenziale dei servizi ed un
uso efficiente delle risorse. A tal proposito è opportuno tenere
in considerazione che nel quadro normativo di riferimento la capacità
trasmissiva resa disponibile dai sistemi DVB-T è stata considerata
uno dei fattori determinanti per il moltiplicarsi dei fornitori di contenuti
(superando il grave problema di risorse tecniche scarse presente nei
sistemi analogici) a beneficio del pluralismo informativo dell’intero
sistema televisivo italiano. Pertanto, nel riservare parte della capacità
trasmissiva a disposizione del DVB-T per altri fini (in particolare
per realizzare reti televisive mobili) dovrà essere attentamente
valutato l’impatto di tale scelta sull’insieme di risorse complessive,
al fine di garantire che l’introduzione dei nuovi servizi in mobilità
non abbia impatti negativi sul sistema televisivo italiano, con riferimento
in particolare alla tutela del pluralismo.
Quali modalità di accesso alle risorse dei sistemi DVB-T si
ritengono maggiormente idonee per garantire uno sviluppo concorrenziale
dei sistemi DVB-H e la tutela del pluralismo nel sistema televisivo?
Quali criteri di selezione si ritengono opportuno qualora le richieste
di accesso siano superiori alla capacità disponibile?
- Nel caso in cui gli operatori che offrono servizi di televisione digitale
terrestre mettano a disposizione parte della capacità trasmissiva
dei multiplex DVB-T per la trasmissione di servizi secondo lo standard
DVB-H, vanno tenuti in debito conto gli obblighi vigenti in capo ai
titolari di più di una concessione televisiva, di messa a disposizione
di almeno il 40% della capacità trasmissiva di ciascun multiplex
DVB-T.
Qual è la posizione riguardo la cessione della capacità
trasmissiva?
- Considerato il ruolo svolto dagli operatori di rete nella catena del
valore per la fornitura di servizi televisivi in mobilità e la
separazione tra fornitori di contenuti, fornitori di servizi e operatori
di rete già introdotta dalla Delibera
435/01/CONS, dovranno essere definiti i differenti titoli autorizzatori
necessari per operare ai diversi livelli, individuando i relativi requisiti
soggettivi ed oggettivi.
Quale si ritiene debba essere il titolo autorizzatorio necessario
ai vari attori della catena del valore?
- In fase di definizione del quadro regolamentare applicabile ai sistemi
di nuova generazione è necessario valutare la possibilità,
da parte dell’Autorità, di adottare misure regolamentari necessarie
a garantire uno sviluppo equilibrato e concorrenziale. Anche in altri
settori ove erano presenti diversi operatori con differenti forze di
mercato (dovute ad esempio al differente momento di ingresso sul mercato)
sono state previste condizioni asimmetriche, tipicamente temporanee,
che potessero garantire il corretto sviluppo del mercato (come per esempio
il divieto di definire accordi di esclusività tra operatore di
rete mobile e fornitore di contenuti). Trattandosi di sistemi per la
trasmissione audiovisiva è necessario, inoltre, valutare anche
le eventuali misure da adottare a tutela del pluralismo dell’informazione.
Si ritiene necessario l’introduzione di specifiche misure regolamentari
al fine di garantire un equilibrato sviluppo del mercato dei sistemi
di mobile broadcasting?
- Si ritiene necessario prevedere, alla luce dello sviluppo dei sistemi
radiotelevisivi multi-piattaforma e dell’avvio dei servizi broadcasting
in mobilità, misure regolamentari volte a disciplinare l’accesso
ai contenuti, finalizzata alla disponibilità, in un quadro concorrenziale,
dei contenuti medesimi, limitando ad esempio l’uso di clausole di cessione
in esclusiva?
- Secondo quanto previsto all’art.
43, comma 8 del Testo unico della radiotelevisione, fino alla completa
attuazione del piano nazionale delle frequenze televisive in tecnica
digitale, il limite al numero dei programmi per ogni soggetto è
del 20% ed è calcolato secondo le prescrizioni indicate nel medesimo
articolo.
Si ritiene che i programmi diffusi in modalità broadcasting
verso i soli terminali mobili debbano essere considerati ai fini del
calcolo del limite del 20%? In caso affermativo, quali dovrebbero essere
i criteri e le modalità per includere tali programmi?
- Con l’avvio dei servizi in modalità broadcasting verso
i terminali mobili, risulterà necessario valutare l’appartenenza
di tali servizi ai rispettivi mercati di riferimento sia ai fini dell’analisi
dei mercati di comunicazione elettronica sia all’individuazione dei
mercati che compongono il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC).
Si ritiene che tali nuovi servizi dovranno essere classificati nell’ambito
dei mercati rilevanti ed eventualmente soggetti a regolamentazione oppure
considerati come servizi afferenti a mercati emergenti?
- L’offerta di servizi DVB-H dovrà prevedere un’appropriata informativa
agli utenti finali sulla qualità del servizio offerta, con particolare
riferimento alla copertura disponibile ed alle eventuali limitazioni
derivanti dalla mobilità.
Quali aspetti relativi alla corretta informazione agli utenti si
ritiene debbano essere valutati a livello regolamentare e per quali
motivazioni?
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