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Il presente Allegato descrive i servizi di accesso disaggregato
a livello rete locale di cui all’art.4 della presente delibera.
Nel seguito, la sigla ON individua l’operatore notificato,
la sigla OLO (acronimo inglese di "Other Licenced Operator")
individua gli operatori licenziatari.
I servizi di accesso disaggregato di seguito descritti
sono:
1. Accesso disaggregato alla rete in rame
2. Accesso disaggregato alla rete in fibra
ottica
3. Canale numerico
4. Servizio di prolungamento dell’accesso
5. Servizio di co-locazione
6. Canale virtuale permanente
1. Accesso disaggregato alla rete in rame
Il servizio consiste nell’offerta disaggregata di una
o due coppie simmetriche in rame della rete di distribuzione dell'ON.
Si fa riferimento alla seguente figura che schematizza
la rete di distribuzione in rame dell’ON.

Fig. 1.1. rete di distribuzione in rame
Tale schematizzazione è la più rappresentativa
e deve essere considerata a titolo esemplificativo e non esaustivo. Esistono
ulteriori schematizzazioni quali per esempio quelle rappresentanti il
MUX d'utente remoto attestato su SL o su SGU, ove la raccolta di utenza
rappresenta solo una parte limitata del totale dell'utenza.
Le tratte oggetto dell’offerta sono le seguenti:
- A-B1 (limitatamente agli OLO che intendono fornire
servizi DECT);
- A-C.
Deve essere garantita la continuità elettrica tra
il punto finale ed il punto iniziale della tratta.
Ciascun collegamento offerto deve essere specificato attraverso
parametri e limiti atti a definire la qualità dello stesso, e quindi
il possibile impiego. L’ON effettua una verifica sulla qualità
del collegamento al momento della richiesta da parte di un OLO. La verifica
deve essere fatta sulla base dei criteri per l’inserimento in rete degli
apparati, resi noti a cura dell’ON per ciascuna tipologia di collegamento.
Gli impieghi possibili allo stato attuale della tecnologia
sono i seguenti:
- impieghi per sistemi a bassa velocità quali
ad es. POTS ed Euro-ISDN;
- impieghi per sistemi trasmissivi ad elevata velocità
quali HDSL 2B1Q 1168kbit/s ETSI TS 101 135 V1.4.1 - ETR 152, ADSL DMT
ETR 328, G.Lite)
- impieghi per prolungamenti di trasmissione per radiobasi
DECT (solo per tratte A-B1)
Non devono essere previste limitazioni alla tipologia
di apparati trasmissivi che l’OLO installa sulla coppia/coppie richieste
nei casi in cui anche l’ON già utilizza tali apparati. Nel caso
di richiesta di introduzione di nuovi apparati, le parti devono effettuare
prove di compatibilità per l’inserimento in rete di tali apparati
nel rispetto dell'integrità della rete dell'ON.
Il punto di accesso A deve essere realizzato fisicamente
tramite remotizzazione a un punto di accesso fisico, costituito da un
permutatore di "confine", installato nell’area di co-locazione.
2. Accesso disaggregato alla rete in Fibra Ottica
Il servizio consiste nell’offerta disaggregata di una
singola fibra ottica o di un modulo da 4 o 8 fibre ottiche della rete
di distribuzione dell'ON.
Si fa riferimento alla seguente figura che schematizza
la rete di distribuzione in fibra ottica dell'ON.

Fig. 1.2. rete di distribuzione in fibra ottica
La tratta oggetto dell’offerta è la seguente:
Il punto di accesso A, deve essere realizzato fisicamente
tramite una remotizzazione a un punto di accesso fisico, costituito da
un Telaio di Terminazione Fibra di "confine", installato nell’area
di co-locazione.
3.Canale numerico
Un canale numerico permette la trasmissione di un flusso
di bit a velocità di cifra costante tra due punti di accesso, prescindendo
dal mezzo fisico, dagli apparati eventualmente presenti lungo il collegamento,
dalla topologia di rete, dal contenuto informativo, etc. Corrisponde al
livello 1 del modello di riferimento OSI. Il collegamento è di
tipo punto-punto e semi-permanente. Esso va inteso tra il punto di riferimento
"C" dell'interfaccia utente e il punto di riferimento "V" di un'interfaccia
trasmissiva dell'OLO sita nella zona di co-locazione OLO all'interno del
sito di centrale SGU o SL di riferimento (o eventualmente sita presso
un sito OLO nelle immediate vicinanze del sito di centrale dell’ON).
Tali interfacce sono illustrate nella figura seguente.

Figura 2.1 Canali numerici trasmissivi
Il servizio deve intendersi come sostitutivo alla disaggregazione
fisica in quanto viene offerto solo:
- nel caso di co-locazione OLO in un sito di SL e presenza
di accessi d’utente tramite MUX, senza alternative di accesso fisico;
- nel caso in cui la co-locazione sia impossibile a livello
di SL/MUX e possibile solo a livello di SGU.
Nel caso in cui sia possibile la co-locazione nel sito
di SL, il canale numerico viene offerto tra il cliente finale (punto C)
e la sede di SL medesima (punto V nel sito SL).
Nel caso in cui non sia possibile la co-locazione nel
sito SL, il canale numerico viene offerto tra il cliente finale (punto
C) ed il punto V nel sito di SGU gerarchicamente superiore (modalità
1) o quello V nella sede OLO (modalità 2).
Ai fini della valutazione di una comprovata incapacità
da parte dell'ON nel garantire la richiesta di un canale numerico, si
deve tenere conto che la rete trasmissiva dell’ON, nella tratta SL-SGU
e’ dimensionata al traffico, con un certo rapporto di concentrazione.
Il servizio di accesso mediante canale numerico con interfaccia
V in SGU si differenzia dal servizio accessorio di Prolungamento dell’accesso,
realizzato anch'esso mediante canale numerico, in quanto il Prolungamento
prevede co-locazione di apparati in SL ed inoltre è un canale numerico
che va da sede SL a sede SGU od OLO.
Nell'offerta di canali numerici, l'ON mantiene il controllo
completo della propria rete di accesso, installa e gestisce i sistemi
trasmissivi che consentono di fornire il servizio richiesto dall'OLO.
Un canale numerico trasmissivo trasporta informazione
tra interfacce fisiche, che devono quindi essere specificate per caratterizzare
tale canale. La specifica e descrizione dell'interfaccia fisica è
contenuta nella raccomandazione ITU-T G703 (interfaccia elettrica di centrale).
Il trasporto del contenuto informativo di questa interfaccia può
essere realizzato mediante tecniche trasmissive di tipo HDSL, SDH oppure
PDH. La struttura di trama è di tipo standard, secondo le specifiche
della Racc. ITU-T G.702 e le Raccomandazioni ad essa collegate (segnali
della gerarchia plesiocrona PDH), Racc. ITU-T G.704 (segnale PCM primario),
Racc. ITU-T G.707 (segnali SDH). Un canale numerico si realizza attraverso
la fornitura da parte dell’ON di un servizio di trasporto end-to-end
con caratteristiche trasmissive di cui sopra.
Il canale numerico offerto dall'ON all'interfaccia "V"
non supporta segnalazione.
I canali numerici sono di varia capacità: Nx64
kbit/s, 2.048 Mbit/s.
La qualità del canale trasmissivo viene definita
in termini di disponibilità e di diversi altri parametri quali
quelli specificati nelle Racc. ITU-T G.821 / G.826 (prestazioni in termini
di secondi errorati (ES), secondi severamente errorati (SES), G.823 /
G.825 (jitter), G.822 (tassi di slip) ecc.
4.Servizio di prolungamento dell’accesso
Il servizio consiste nella fornitura da parte dell’ON
di un collegamento fra una locazione periferica della rete (sito ospitante
SL o MUX), detto sito secondario, e una locazione più centralizzata,
corrispondente al livello gerarchico superiore (sito ospitante SGU) o
una sede OLO situata nelle immediate vicinanze del sito SGU dell’ON.
Il servizio di prolungamento dell’accesso mediante l’utilizzo
di risorse/servizi dell'ON può essere realizzato attraverso 2 modalità
alternative evidenziate nelle figure seguenti:
- offerta da parte dell'ON di portanti trasmissivi
- offerta da parte dell'ON di un servizio di canale numerico
Qualora tali modalità non siano realizzabili,
a causa di una comprovata indisponibilità, devono essere perseguite
due ulteriori modalità:
- offerta da parte dell'ON di condivisione di infrastrutture
civili all’interno delle quali l’OLO installa la propria infrastruttura
trasmissiva
- offerta da parte dell'ON di un servizio di colocazione
sui propri siti per l’installazione degli apparati di trasmissione dell’OLO
al fine di consentire a quest’ultimo la realizzazione del prolungamento
attraverso l’utlizzo di portanti fisici o di portanti radio
Le infrastrutture civili che si prendono in considerazione
sono:
- cavidotti (cunicoli, tubazioni, etc.), pozzetti, camerette,
pali, etc.
- tralicci, recinti per shelter, etc.
I primi servono per la realizzazione di canali trasmissivi
basati su portanti fisici, i secondi per quelli basati su portanti radio.

Fig. 3.1: Servizio di prolungamento dell'accesso
tra un sito secondario e un sito primario mediante mezzi fisici

Fig. 3.2: Servizio di prolungamento dell'accesso
tra un sito secondario e un sito primario mediante canali numerici
Ai fini della valutazione di una comprovata incapacità
da parte dell'ON nel garantire la richiesta di un servizio di Prolungamento
mediante canale numerico, si deve tenere conto che la rete trasmissiva
dell’ON, nella tratta SL-SGU e’ dimensionata al traffico, con un certo
rapporto di concentrazione.
Il servizio di Prolungamento va visto in congiunzione
con un servizio di colocazione di apparati in entrambi i siti terminali
della trasmissione
I canali numerici di prolungamento sono a varie frequenze
di cifra, quali 2.048 Mb/s, 34.368 Mb/s, 155.520 Mb/s (SDH STM-1) o 622.080
Mb/s (SDH STM-4).
5.Servizio di co-locazione
Con tale servizio si intende l’offerta, da parte dell’ON,
della possibilità per gli OLO di co-locare nei siti dell'ON o in
apposite aree attrezzate nei pressi dei siti dell'ON (all'interno o all'esterno
del recinto di centrale), apparati, permutatori, cavi e altro, necessari
per la realizzazione degli altri servizi di accesso disaggregato alla
rete locale.
Il servizio di co-locazione può essere offerto
nelle seguenti quattro modalità.
1. FISICO A – interno:
La co-locazione avviene in un locale separato dagli
ambienti in cui ci sono gli apparati dell’ON, esclusivamente adibito
all’accesso degli OLO. Il locale può essere condiviso da parte
di più OLO. L’ON predispone il locale, con le seguenti modalità
e caratteristiche:
- con spazi tecnologicamente attrezzati, incluso il
servizio di condizionamento e di fornitura dell’energia, che permettono
di installare armadi con una modularità di tipo N3 (600X300X2200
mm);
- gli spazi sono condivisi senza barriere tra operatori
e organizzati in strutture di fila che consentono la distribuzione
dell’alimentazione elettrica e l’attestazione degli apparati;
L’ON e gli OLO concordano le norme che regolano la gestione
(accessi, pulizia, manutenzione delle opere edili e degli impianti civili,
security, safety, etc.) degli spazi oggetto di colocazione.
L’OLO deve in ogni caso assicurare che le proprie apparecchiature
soddisfino i necessari requisiti in termini di dissipazione termica
per ciascun armadio, compatibilità elettromagnetica degli apparati/sistemi
di telecomunicazioni (marcatura CE), equipotenzialità degli impianti
di terra, conformità dei criteri installativi con quelli dell’ON,
conformità della cablatura a criteri di sicurezza (afumex) nonchè
accettare gli standard aziendali in termini di security e safety.
La stazione di energia deve essere conforme a quanto
offerto nell'analogo servizio di co-locazione ai fini dell'interconnessione,
e deve essere fornita dall’ON. Se necessario l'ON effettua ampliamenti
alla propria stazione di energia per soddisfare le esigenze degli OLO.
In caso di documentata indisponibilità da parte dell’ON di fornire
la propria stazione in modo condiviso, ciascun OLO separatamente o congiuntamente
fra più OLO, realizza una propria stazione di energia. In tal
caso l'ON deve fornire le proprie infrastrutture civili al fine di facilitare
tale realizzazione.
2. FISICO B – esterno:
In tale modalità, la co-locazione delle strutture
degli OLO viene realizzata in un apposito "cabinet/armadio"
nei pressi dei siti dell’ON (recinto di centrale), eventualmente sul
terreno dello stesso ON.
Laddove non sia possibile la realizzazione della co-locazione
all'interno del recinto di centrale dell’ON, l'OLO deve individuare
un sito esterno al recinto di centrale.
Per il resto valgono le stesse norme citate per il caso
precedente.
3. VIRTUALE A
Tale modalità di co-locazione consiste nella
possibilità di co-locare apparati di proprietà dell’OLO
con manutenzione a cura dell’ON, che quindi può non richiedere
spazi ed accessi specifici da parte OLO.
4. VIRTUALE B
Tale modalità di co-locazione consiste nella
possibilità da parte OLO di affittare apparati dell’ON, che quindi
ne cura anche la manutenzione. Anche in questo caso possono non essere
richiesti spazi ed accessi specifici da parte dell’OLO.
Le norme di dettaglio che disciplinano l’attestazione
dei cavi, l’installazione degli apparati, la realizzazione e gestione
dei punti di consegna, ecc. devono essere concordate fra le parti.
6. Canale virtuale permanente
Il servizio offerto è basato su connessioni virtuali
su base (semi) permanente a livello ATM (CVP) per il trasporto di flussi
di dati a pacchetto, basati anche su IP, tra interfacce standard di tipo
ATM a 155 Mbit/s al punto D e interfacce standard ad esempio ATMF25 al
punto C, come mostrato nella figura seguente nell'esempio di sistemi trasmissivi
di tipo xDSL installati dall'ON.
Fig. 1.3. Connessioni virtuali permanenti tra sede
utente ON e sede OLO: modalità 1 e 2
L’OLO accede ad un interfaccia ATM dell'ON, e quindi ai
CVP (ad essa associati) realizzati a livello logico sulla infrastruttura
ATM dell'ON, ed attestati presso le sedi di utenti che già sono,
per questa tipologia di servizio, clienti dell'ON per servizi dati. L'accesso
ai CVP consente un trasporto con caratteristiche di tipo ATM. In ossequio
al principio di non discriminazione, le caratteristiche ATM di qualità
del servizio relative a tali CVP (ad esempio la loro classificazione come
CBR o VBR e la banda media allocata) devono essere analoghe alle caratteristiche
relative ai flussi degli utenti dell’ON che usufruiscono dello stesso
servizio.
Le velocità di accesso disponibili variano in funzione
della tipologia di apparati xDSL installati dall'ON.
Il servizio non richiede necessariamente la co-locazione
di apparati dell’OLO nei locali dell'ON.
GLOSSARIO
| ATM |
Asynchronous Transfer Mode |
| ATMF25 |
ATM Forum 25(Mb) |
| DECT |
Digital Enhanced Cordless Terminal |
| ON |
Operatore Notificato |
| ISDN |
Integrated Services Digital Network |
| MUX |
Multiplexer |
| OLO |
Other Licenced Operator |
| OSI |
Open Systems Interconnection |
| PCM |
Pulse Code Modulation |
| PDH |
Plesiochronous Digital Hierarchy |
| POTS |
Plain Old Telephony Service |
| PVC |
Permanent Virtual Circuit |
| SDH |
Synchronous Digital Hierarchy |
| SGU |
Stadio di Gruppo Urbano |
| SL |
Stadio di Linea |
| TL |
Transmission Line |
| TTF |
Telaio Terminazione Fibra |
| TX |
Transmission |
| UNI |
User Network Interface |
| xDSL |
Digital Subscriber Loop di tipo "x" |
DEFINIZIONI
ABR
Available Bit Rate (Bit Rate disponibile) : è una categoria di
servizio ATM per la quale le caratteristiche di trasferimento fornite
dalla rete possono variare durante la connessione
Accesso disaggregato
Istituto mediante il quale un Operatore rende disponibili, a qualsiasi
altro Operatore che ne faccia richiesta per la fornitura di un servizio
di telecomunicazioni, dei singoli elementi dell'infrastruttura di rete
in modo non discriminatorio e in qualsiasi punto tecnicamente ragionevole.
In genere, il servizio di accesso disaggregato può comprendere
sia la disponibilità fisica/virtuale dell'elemento di rete sia
alcune funzioni basilari di manutenzione dello stesso.
Armadio di distribuzione
Punto di sezionamento fra rete di distribuzione primaria e secondaria
che rappresenta un elemento di elasticità. Chiamato anche armadio
di distribuzione primario. Ha la funzione di migliorare l'occupazione
della rete entrante, proveniente dalla centrale, rispetto a quella della
rete uscente che collega i distributori.
ATM
Asynchronous Transfer Mode: un modo di trasferimento nel quale l'informazione
è organizzata in celle. E' asincrono nel senso che la ricorrenza
delle celle contenenti informazione generate da un utente non è
necessariamente periodica
Borchia di utente
Vedi Terminazione di utente
.
Cavo a coppie simmetriche
Cavo in realizzato con coppie di conduttori fisicamente ed elettricamente
simmetrici rispetto alla terra.
CBR
Una categoria di servizi ATM che supporta trasporto a bit rate costante
o garantito per applicazioni quali video, voce, emulazione di circuito,
e che richiedono un rigoroso controllo dei tempi e dei parametri prestazionali
Centrale Internazionale
Lo stadio di commutazione avente funzioni di interconnessione tra giunzioni
nazionali e internazionali (livello 1 della gerarchia di commutazione
di Telecom Italia).
Circuiti Diretti Numerici
Servizio offerto da Telecom Italia che consiste nell'affitto di circuiti
semi-permanenti, di capacità da 1.2 kb/s a 2.048 Mb/s, realizzati
sulla apposita rete di RED 1/0.
Circuito analogico
Canale tra due punti della rete che permette la trasmissione di segnali
analogici. Il canale è caratterizzato da una certa larghezza di
banda, un certo rapporto segnale/rumore, ecc. (per esempio un canale POTS
da 4 kHz, un canale FDM su infrastruttura HFC, ecc.). Un canale analogico
può quindi essere utilizzato anche per la trasmissione di segnali
numerici, tramite l'impiego di modulatori e demodulatori numerici, ma
non necessariamente.
Circuito numerico
Canale logico tra due punti della rete che permette la trasmissione di
un flusso di bit, indipendentemente dal mezzo fisico, dagli apparati eventualmente
presenti lungo il collegamento (per es. amplificatori e rigeneratori),
dalla topologia della rete attraverso cui è realizzato il collegamento,
ecc. Un canale numerico è caratterizzato innanzitutto dalla frequenza
di cifra (per esempio canali a 64 kb/s, canali a 2.048 Mb/s, ecc.), quindi
dalle caratteristiche di interfaccia fisica (per es. Racc. ITU-T G.703)
e di struttura di trama (per es. Racc. ITU-T G.704). Inoltre, dovrà
essere specificata in modo opportuno anche la qualità del circuito
offerto, per esempio in termini di tassi di errore, tassi di slip controllati,
jitter, ritardo di trasmissione, affidabilità, ecc.
Circuito semi-permanente
Circuito realizzato attraverso una rete di ripartitori meccanici o elettronici
al fine di stabilire una connessione punto-punto per un tempo indefinito,
emulando, per così dire, la posa di un sistema di linea dedicato
(esempio: un circuito CDN). Al contrario, un circuito commutato
viene stabilito in tempo reale, alla richiesta di connessione da parte
di un utente, interpretando la segnalazione relativa (esempio: un circuito
ISDN).
CVP
Circuito Virtuale Permanente di tipo ATM: collegamento virtuale dedicato,
in maniera semipermanente, tra due punti fisici realizzato attraverso
una rete ATM ed una infrastruttura trasmissiva a larga banda ad esempio
con tecnologia xDSL, oppure con terminazioni SDH. Il collegamento consente
il trasporto dell'informazione con specificati parametri di garanzia di
qualità del servizio
DECT
Standard ETSI e tecnologia per la fornitura in ambito pubblico e privato
di servizi mobili senza filo
Distributore ottico
Elemento di rete che svolge la funzione di estrazione di fibre da un cavo
di maggiore potenzialità e connessione di cavi di minore potenzialità.
Distributore
Elemento di separazione tra la rete di distribuzione secondaria in cavo
a coppie simmetriche in rame e i singoli raccordi di utente. Chiamato
anche distributore secondario.
DSLAM
DSL Access Multiplexer: affascia lato utente i modem xDSL sui quali si
attestano le linee d'utente xDSL raccolte. Realizza funzioni di multiplazione
delle suddette linee xDSL su una interfaccia a larga banda con protocollo
di tipo ATM od IP
ETSI
European Telecommunications Standards Institute: l'organismo europeo di
stati membri il cui compito è quello di definire gli standards
e raccomandazioni dell'industria europea di telecomunicazioni
IP
Internet Protocol: protocollo originariamente sviluppato dal dipartimento
di difesa americano al fine di far interlavorare computers dissimili attraverso
una rete. Questo protocollo lavora congiuntamente con il livello superiore
TCP (Trasmission Contro Protocol) e viene identificato con TCP/IP. E'
assimilabile al livello 3 OSI.
ISDN
Rete numerica che permette la fornitura di servizi di telefonia pubblica
in connetività numerica end-to-end e servizi dati.
ITU-T
International Telecommunication Union - Telecommunications: l'organismo
internazionale di stati membri il cui compito è quello di definire
gli standards e raccomandazioni dell'industria internazionale di telecomunicazioni
Multiplatore/Multiplex (Mux)
Elemento di rete che connette alla centrale locale più utenti su
flussi numerici (segnali multipli) senza effettuare concentrazione.
Multiplex sincrono di utente
.Apparato SDH che effettua la raccolta, multiplazione e trasmissione di
canali telefonici e dati a bassa capacità tra i singoli utenti
e i rispettivi centri di servizio (SGU, SL, RED 1/0).
Permutatore (urbano)
Main Distribution Frame nella terminologia inglese. Elemento posto
in centrale al confine tra la rete di distribuzione in rame e l'autocommutatore.
Svolge le funzioni di terminazione e numerazione della rete in rame e
consente la funzione di permutazione, protezione e sezionamento tra la
rete e l'autocommutatore.
Permutatore di scambio
Permutatore che realizza il confine tra il permutatore dell'Operatore
Notificato e quello dell'Operatore colocato. Ad esso accedono entrambi
gli Operatori
Plesiochronous Digital Hierarchy
. Gerarchia standard di multiplazione numerica definita dal CCITT (ora
ITU-T) per la trasmissione in reti telefoniche numeriche (Racc. ITU-T
G.702 e Racc. collegate). E' basata sulla multiplazione numerica asincrona,
cioè sulla tecnica della giustificazione di bit che permette di
multiplare segnali numerici asincroni.
POTS
Rete pubblica di telefonia che consente la fornitura end-to-end di servizi
di telefonia pubblica in connettività analogica di tipo 3.1kHz
Raccordo di utente
Singola coppia simmetrica in rame che dal distributore arriva alla terminazione
di utente.
Rete di abbonato
Rete che comprende tutti i sistemi e le reti private presso la sede dell’utente.
Rete di distribuzione elastica
Rete in cui ogni coppia uscente dalla centrale locale (SGU o SL) raggiunge
il distributore secondario attraverso un punto di sezionamento (armadio
di distribuzione).
Rete di distribuzione in fibra primaria.
Parte della rete di distribuzione in fibra ottica compresa tra il telaio
di terminazione fibra sito presso l'edificio della centrale locale (SGU
o SL) e il distributore ottico incluso.
Rete di distribuzione in fibra secondaria.
Parte della rete di distribuzione in fibra ottica compresa tra il distributore
ottico escluso e la terminazione fibra posta nella sede ottica.
Rete di distribuzione in fibra
Complesso di portanti fisici basati su fibra ottica che si estende dal
telaio di terminazione fibra presso la centrale locale SGU fino alla sede
ottica
Rete di distribuzione in rame primaria.
Parte della rete di distribuzione in rame che collega la centrale locale
(SGU o SL) agli armadi di distribuzione (nel caso di rete elastica) o
anche direttamente ai centri nodali di riparto elementare (nel caso di
rete rigida).
Rete di distribuzione in rame secondaria.
Parte della rete di distribuzione in rame che collega l'armadio di distribuzione
o il centro nodale di riparto elementare (nel caso di rete rigida) ai
distributori.
Rete di distribuzione in rame
Complesso di portanti fisici basati su coppie simmetriche (doppini) in
rame e terminazioni che si estende dal permutatore presso la centrale
locale (SGU o SL) fino alla rete di abbonato.
Rete di distribuzione rigida
Rete in cui le coppie uscenti dalla centrale locale raggiungono senza
punti di sezionamento il distributore a cui si collega il raccordo di
utente.
Rete di distribuzione
Svolge le stesse funzioni della rete di accesso. Mentre con rete
di distribuzione si intende usualmente la porzione di rete locale
realizzata da collegamenti in rame (ma anche fibra in taluni casi) e apparecchiature
passive quali distributori e ripartitori, il termine rete di accesso
è più generico e indica una porzione di rete locale che
può comprendere anche apparati trasmissivi di diverso tipo quali
multiplatori di utente, Sistemi di Accesso Flessibile, Sistemi di Accesso
Sincrono, ecc. Il termine rete di distribuzione non è definito
formalmente e nel presente contesto normativo non viene usato, se non
in casi specifici per indicare specifiche porzioni di rete di accesso
e quando non sono possibili ambiguità.
Rete di edificio
Parte della rete di distribuzione in rame che collega il distributore
alle borchie di utente.
Rete locale
Con riferimento alla rete telefonica di Telecom Italia, si intende tutta
l'infrastruttura di rete dagli SGU (inclusi) fino alle borchie di utente,
includendo gli SL eventualmente presenti. Di conseguenza, l'infrastruttura
trasmissiva della rete locale comprende sia l'infrastruttura trasmissiva
della rete di accesso sia il sistema trasmissivo tra SGU e SL.
Sede ottica
Sede di utente presso la quale è previsto un collegamento in fibra
ottica verso la SGU di competenza.
Stadio di Gruppo di Transito
Lo stadio di commutazione che instrada il traffico proveniente dalle SGU
a livello interdistrettuale e internazionale (livello 1 della gerarchia
di commutazione di Telecom Italia).
Stadio di Gruppo Urbano
Lo stadio di commutazione che svolge funzioni di instradamento verso le
SGT e gestisce tutti gli SL che ad esso fanno capo (livello 2 della gerarchia
di commutazione di Telecom Italia).
Stadio di Linea
Lo stadio di commutazione che consente la raccolta dell'utenza attraverso
la rete di distribuzione (livello 3 della gerarchia di commutazione di
Telecom Italia). Può essere sia remotizzato che co-locato presso
la centrale SGU. Normalmente realizzato con un modulo remoto dell'autocommutatore
posto presso la SGU.
Strisce di permutazione
Elementi, posti presso un multiplatore o un SL remoto, che costituiscono
il punto ove sono attestate le coppie corrispondenti al livello periferico
di rete. Svolgono le funzioni di permutazione, protezione e sezionamento
delle coppie.
Synchronous Digital Hierarchy.
Gerarchia standard di multiplazione numerica definita dal CCITT (ora ITU-T)
per la trasmissione in reti telefoniche numeriche e più in generale
nelle reti di telecomunicazioni a larga banda (Racc. ITU-T G.707 e Racc.
collegate). E' basata sulla multiplazione numerica sincrona e sfrutta
una tecnica di giustificazione di byte (giustificazione di puntatore)
per risolvere il problema della mancanza di sincronizzazione tra i nodi
di rete.
Telaio di terminazione fibra
Elemento, posto in centrale al confine tra la rete di distribuzione in
fibra e gli apparati di terminazione di linea trasmissivi, che svolge
le funzioni di terminazione del cavo, connettorizzazione, sezionamento
e identificazione delle fibre.
Terminazione di Rete di Accesso
Elemento della rete che si affaccia direttamente alla funzione di commutazione.
Terminazione di utente
Punto in cui è attestata presso l'utente la linea fisica, cui sono
collegati gli apparati e/o l'impianto di utente.
UNI
User-Network Interface: l'interfaccia fisica comprendente i protocolli
di comunicazione tra utente e rete.
Unità di concentrazione remota
Elemento di rete che connette alla centrale locale più utenti su
flussi numerici (segnali multipli) non dedicati effettuando concentrazione
statistica.
VBR
Variable Bit Rate: una categoria di servizio che supporta un trasporto
con bit rate variabile e con specificati parametri di picco e di media
del traffico
xDSL
Una famiglia di standards e di tecnologie trasmissive concepite per realizzare
un bit rate ad alta velocità sugli esistenti doppini in rame della
rete di distribuzione. La lettera "x" sottintende la genericità
dei sistemi DSL e viene sostituita da "A", "RA", "H", "S", "I", V" in
funzione della capacità trasmissiva dell'apparato DSL
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