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1. Introduzione Il testo dell' art. 2, comma 2, del decreto legge 30 Gennaio numero 15 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 Marzo 1999 n. 78, affronta il problema dello standard del decoder per la televisione digitale introducendo il seguente principio:
Questa relazione fornisce la sintesi dei lavori del comitato sulle soluzioni tecniche e di regolamentazione che possono efficacemente rispondere ai principi guida espressi dalla legge. La relazione accompagna inoltre le raccomandazioni tecniche che sono state formulate dal comitato sul modello funzionale del decoder e le considerazioni economiche e di mercato che hanno fornito le previsioni sui costi di produzione e prezzi al consumatore dei decoder digitali. Il modello funzionale è presentato nell' allegato 1 e le considerazioni economiche fanno parte dell' allegato 2. Il comitato concorda che la possibilità per gli utenti di fruire del maggior numero di offerte di servizi di televisione numerica tramite un decoder unico si confronta con due realtà di mercato che presentano una dinamica differente:
2. Il concetto di "decoder unico" Il comitato ritiene che usufruire dei servizi di televisione digitale con un "decoder unico" può significare:
Il gruppo ritiene che la prima interpretazione è senza dubbio quella che, per ora, ha più rilevanza commerciale in quanto l'offerta dei servizi di televisione digitale si limita per il momento al satellite o al cavo. Nonostante, per il momento, non siano disponibili moduli che permettano la ricezione con lo stesso decoder della televisione digitale terrestre, cavo e satellitare, il comitato in sede di elaborazione del modello funzionale ha tenuto in conto della possibilità per il decoder terrestre di essere compatibile alla ricezione via satellite e/o via cavo mediante l' aggiunta di opportuni moduli. Si ritiene però, in considerazione dell'elevato costo e l'attuale assenza sul mercato di questi moduli, che la ricezione di diversi mezzi trasmissivi debba per il momento rimanere opzionale. Per quanto riguarda la prima definizione, la ricezione delle offerte dei differenti operatori di pay-tv dovrebbe, in un "decoder unico" ideale, essere possibile semplicemente tramite l'attivazione dell'apposita smart card, in maniera del tutto simile ai servizi di telefonia mobile GSM. Il principale ostacolo a questa modalità di funzionamento, che era alla base del sistema Eurocrypt, è costituito dal fatto che tutti i sistemi d'accesso condizionato oggi esistenti in Europa sono proprietari. I sistemi proprietari si sono sviluppati a causa del dilagare del fenomeno delle smart card illecite. La sicurezza del sistema di criptaggio e' condizione essenziale per il successo commerciale di un operatore di televisione a pagamento. Per questo motivo la normativa europea vigente fissa nell' algoritmo comune europeo il sistema obbligatorio di descrambling per tutti i ricevitori ma lascia piena libertà ai fornitori di sistemi di accesso condizionato di elaborare algoritmi proprietari per la protezione delle chiavi di accesso. La normativa europea obbliga però i depositari di algoritmi proprietari di accesso condizionato di fornire, su licenza, la tecnologia a condizioni eque e non discriminatorie. Essendo, anche nel caso di decoder proprietario, la tecnologia accessibile a tutti coloro che ne facciano richiesta, esistono due tecniche distinte stabilite dal DVB per offrire all'utente la possibilità di abbonarsi alle offerte di differenti providers:
Una ulteriore forma di offrire servizi a pagamento con un unico decoder che e' disponibile per i sistemi via cavo e per analogia nelle reti digitali terrestri, e' la cosiddetta tecnica del transcontrol che consente agli operatori di una rete cavo di uniformare l' offerta sulla rete ad un unico sistema di accesso condizionato conforme ai decoder da loro distribuiti.
3. Il caso spagnolo Il precedente più rilevante d'interpretazione della direttiva 95/47 nel senso di "decoder aperto" è quello spagnolo. La Spagna è incorsa in una procedura d'infrazione aperta dalla commissione europea perché nella conversione della 95/47 in legge dello stato aveva ristretto il significato "decoder aperto" ai soli sistemi di tipo multicrypt. A seguito delle obiezioni della commissione europea, il decreto spagnolo è stato modificato permettendo sia il simulcrypt sia il multicrypt. Il decreto così modificato e' stato approvato dalla commissione europea e quindi oggi costituisce un riferimento importante per altri stati membri anche perché, in base al diritto comunitario, le norme tecniche che saranno emesse sul decoder da uno stato membro dovranno passare al vaglio della commissione stessa. L'effetto pratico del decreto spagnolo è stato l'adozione da parte dei due operatori presenti sul mercato del sistema simulcrypt. I vantaggi per gli utenti sono però rimasti puramente teorici in quanto le due offerte digitali sono trasmesse da satelliti differenti: Hispasat (Viadigital) situato a 7 gradi Ovest ed ASTRA a 19.2 gradi Est (Canal +), e' quindi problematico per gli abbonati spagnoli ricevere con la stessa antenna le due offerte.
4. Italia: Simulcrypt o Multicrypt? Il comitato alla luce dell' analisi del caso spagnolo ritiene che la norma dell'Autorità', per rispettare la legge europea, dovrà in ogni caso lasciare aperta la possibilità di scelta fra simulcrypt e multicrypt. C'e' da notare che il simulcrypt limitatamente al mercato satellitare appare a breve termine una soluzione meno onerosa considerando il numero rilevante dei decoder circolanti. Si insiste però sull' importanza del modo multicrypt per il mercato IDTV e sulla raccomandazione per i set top box terrestri di includere almeno una interfaccia comune. Il gruppo riconosce che, al di là di una normativa di garanzia, il successo commerciale del modo simulcrypt può dipendere anche dagli accordi commerciali fra gli operatori. Ad esempio, sebbene sia tecnicamente possibile che ogni operatore emetta le proprie smart-card, per evitare costi aggiuntivi e complicazioni agli utenti, e' auspicabile che la fruizione delle differenti offerte sia possibile con una smart card condivisa dagli operatori. Tenendo in conto della necessità per ogni operatore di mantenere la propria indipendenza, questa condivisione sarà normalmente basata su accordi commerciali che essi vorranno liberamente stabilire .
5. La regolamentazione della fornitura di sistemi e servizi di accesso condizionato e della piattaforma multimediale domestica Nel regolare il mercato della pay-tv in Europa si cerca da parte delle Autorità nazionali di promuovere un mercato orizzontale di apparati e servizi basati sulla televisione digitale. Si riconosce ad esempio che il decoder digitale può essere utilizzato per servizi non televisivi ed in particolare per servizi legati al mondo internet, quali ad esempio il commercio elettronico o servizi multimediali interattivi. Sviluppare servizi e applicazioni con standard mutuati dal mondo internet e che possono essere supportate dai decoder digitali può essere un' attività accessibile anche alla piccola e media impresa e come tale rappresentare una grande occasione di sviluppo e di creazione di nuove opportunità di lavoro nel nostro paese. Nell' affrontare il problema della regolamentazione si deve tenere però in conto il fatto che il modello che al momento sembra avere più successo nella commercializzazione dei servizi di televisione digitale è quello basato su una forte integrazione "verticale". Nel modello verticale il fornitore di contenuti (broadcaster) appartiene allo stesso gruppo ovvero ha forti legami commerciali o di proprietà con il fornitore di sistemi trasmissivi (trasmissione e multiplex) e col fornitore servizi di accesso condizionato (gestione abbonati e controllo smart card). Questi operatori verticalmente integrati controllano anche la distribuzione e il noleggio dei decoder proprietari. La maggioranza dei decoder circolanti in Italia sono a noleggio. Il successo del modello verticale e' dovuto al fatto che l'operatore controllando la completa catena del valore riesce ad ottimizzare i costi e evitare danni di "externalities" dovute a perdita del controllo sulle smart card o sui dati degli abbonati. Da parte dell'utente, il modello del noleggio abbatte la barriera iniziale del costo del ricevitore e viene percepito come una scelta che protegge da una probabile rapida obsolescenza degli apparati. La direttiva 95/47 introduce i principi di separazione contabile e di condizioni eque e non-discriminatorie per la fornitura di sistemi di accesso condizionato. La direttiva introduce anche il principio della presentazione separata del prezzo del servizio e del canone di locazione del ricevitore quando questo e' offerto a noleggio. Gli enti regolatori nazionali a partire da queste norme derivano una serie di principi guida nell'attribuzione dei costi e nelle tipologia di licenza (di multiplex, di accesso condizionato). Oftel, per esempio ha pubblicato dei principi guida in materia di costi e licenze di accesso condizionato che includono, inter alia, norme sul ricarico dei costi dei ricevitori a noleggio fra fornitore di accesso condizionato e broadcaster. Il comitato raccomanda che la normativa italiana dovrebbe prevedere che gli operatori che utilizzano sistemi proprietari operanti nel mercato dei servizi di televisione numerica a pagamento, debbano fornire assistenza alle terze parti (tipicamente emittenti in chiaro o società che forniscono servizi multimediali) che ne facciano richiesta. In particolare in gruppo raccomanda che:
I partecipanti al comitato concordano che, alla luce dell' evoluzione tecnologica, il futuro a medio-lungo termine offre numerose possibilità di realizzare un decoder che sia facilmente compatibile con differenti offerte, svincolando così definitivamente la piattaforma hardware dal fornitore di servizio. Il DVB sta' progredendo nella definizione del concetto della multimedia home platform (MHP) che rappresenterà un deciso passo in avanti verso la definizione di un decoder aperto. Il comitato ritiene però improbabile l' apparizione sul mercato di prodotti DVB MHP a basso costo (inferiore a 500 Euro) prima del 2002-3. Inoltre gli standard aperti (ad esempio HTML e XML) legati al mondo internet potranno divenire parte del software residente fornendo così un ulteriore livello di compatibilità con le applicazioni multimediali. Per questo il Gruppo raccomanda che venga seguito un approccio evolutivo per raggiungere l' obbiettivo finale di API aperte e standardizzate, anche considerando, per il momento, forme di compatibilità basate su sistemi totalmente proprietari o semi-proprietari. Il DVB MHP sarà d'altra parte in grado di garantire la compatibilità con un vasto numero di "legacy systems".
6. Un sistema di normativa a due livelli L'esperienza degli altri paesi europei, in particolare in Inghilterra, Scandinavia e Spagna, dimostra che l'approccio alla standardizzazione del decoder deve essere affrontato su due piani differenti.
Il comitato ritiene che la normativa minima che deve essere resa obbligatoria per tutti i prodotti comprenda:
L' allegato 1 dettaglia i parametri tecnici che dovranno essere resi parte dello standard minimo obbligatorio per tutti i ricevitori. Al fine di favorire una larga convergenza sugli standard costruttivi, il comitato nell' allegato 1, ha anche voluto indicare quelle funzioni che sono raccomandate nei decoder evoluti ma che non formano parte delle norme obbligatorie.
7. Analisi dei costi del ricevitore digitale L' analisi economica, presentata nell' allegato 2, riguarda principalmente il mercato della televisione digitale terrestre ma molte considerazioni sono valide anche per gli altri mercati. Nel corso dell'analisi economica del decoder digitale considera i seguenti fattori:
Il risultato dell'indagine di mercato ha suggerito di individuare due classi di prodotti:
Il successo della diffusione nel mercato italiano di un "bene elettronico" come il decoder digitale terrestre dipende essenzialmente dai seguenti fattori:
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