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Premessa La presente nota rappresenta lo stato di avanzamento delle attività dell'Unità per il Monitoraggio (di seguito UPIM o l'Unità) di cui alla delibera 5/00/CIR, in merito all'implementazione dei servizi di accesso disaggregato a livello di rete locale (il cd. Unbundling del local loop, di seguito ULL), preselezione dell'operatore (di seguito Carrier Preselection o CPS) e portabilità del numero (di seguito Number Portability o NP). Riguardo alle tematiche illustrate al punto B (fino al paragrafo b.4), si riportano in dettaglio le posizioni di Telecom Italia in relazione alla propria Offerta di Riferimento del 12 maggio 2000, espresse nell'ambito degli incontri in sede UPIM ed in risposta alle posizioni degli altri Operatori (di seguito OLO) riportate nel documento pubblicato sul sito Web dell'Autorità in data 10 ottobre 2000. Si sottolinea, infine, che il presente documento non riporta alcun riferimento alle decisioni prese dall'Autorità in merito agli aspetti tecnico-procedurali e alle condizioni economiche dei servizi di accesso disaggregato a livello di rete locale, nonché alle procedure per le attività di predisposizione ed attribuzione degli spazi di co-locazione.
1) ACCESSO DISAGGREGATO A LIVELLO DI RETE LOCALE A) Stato di implementazione della fase della sperimentazione In relazione all'implementazione dei servizi di accesso disaggregato a livello di rete locale, si ricorda preliminarmente che:
B) Problematiche riscontrate Si riporta di seguito una sintesi delle principali problematiche, raggruppate per aree tematiche, emerse nel corso degli incontri del 3, 16 e 20 ottobre u.s., nonché 20 novembre e 1° dicembre 2000. Nel testo, sono evidenziate le posizioni di Telecom Italia e degli OLO emerse sia nell'ambito degli incontri, sia in documenti ufficiali inviati all'Autorità. b.1 Criticità connesse alle condizioni economiche proposte da Telecom Italia La posizione di TI TI sostiene che le condizioni economiche proposte sono state determinate sulla base della metodologia dei costi storici pienamente allocati che non permette di tener conto di miglioramenti in termini di efficienza della società, né di eventuali economie di scala. E' a causa dell'utilizzo di tale metodologia, pertanto, che il prezzo dell'ULL risulta superiore al canone mensile offerto all'utenza. Per quanto riguarda il contributo aggiuntivo richiesto agli OLO per l'utilizzo della coppia in rame ai fini di fornire il servizio ADSL, esso è giustificato dalla necessità di specifiche attività manuali di qualificazione della coppia (acquisizione dei dati della linea e verifica dei valori di attenuazione del collegamento e della compatibilità spettrale dello stesso in ambiente cavo), mentre sull'imputazione dei costi relativi al deficit sull'accesso, TI dichiara di non addizionare alcun costo ad esso relativo che riguarda l'utenza residenziale. In questi termini, TI sostiene che l'orientamento al costo delle condizioni economiche dell'ULL non può essere verificato attraverso il confronto con i prezzi agli utenti finali. b.2 Service Level Agreement La posizione di TI Con riguardo alle contestazioni mosse dagli OLO, TI ritiene che, prima di valutare la necessità di apportare eventuali modifiche agli SLA proposti con l'introduzione di relative penali, si debba attendere la reale operatività dell'ULL, almeno al primo semestre del 2001. b.3 Vincoli tecnici La posizione di TI a) Il canale numerico Per quanto riguarda il servizio "canale numerico Nx64", TI sostiene che, nello spirito della direttiva 98/10/CEE, l'implementazione dell'ULL debba avvenire "utilizzando risorse esistenti" mentre la fornitura del canale numerico Nx64 comporta ulteriori investimenti. b) Prolungamento dell'accesso: canali STM4, portanti trasmissivi, infrastrutture civili Per quanto riguarda i flussi trasmissivi STM4, TI dichiara di non averli inseriti nell'Offerta poiché essa stessa non li utilizza nel tratto di rete tra SL e SGU e di aver formalizzato, diversamente, l'offerta per il prolungamento dell'accesso tramite canale numerico, ritenendo la realizzazione del prolungamento con portanti trasmissivi e infrastrutture civili fattispecie di assoluta eccezionalità. Il canale numerico, infine, è ritenuto dalla società maggiormente compatibile con il limite dei tre anni previsto per la fornitura del servizio. c) La definizione dei tempi di fornitura per il servizio di prolungamento con capacità superiore ai 2 Mbit/s Su questo aspetto, TI sostiene che, a causa del necessario utilizzo di risorse scarse (fibra ottica), i tempi di fornitura per il servizio di prolungamento con capacità superiore ai 2 Mbit/s richiedono una valutazione caso per caso, da effettuarsi a valle di uno studio di fattibilità. d) Per quanto riguarda l'accesso alla singola fibra e ai moduli da 8, TI dichiara che essa stessa non li utilizza e, pertanto, non è tenuta a fare ulteriori investimenti in tal senso. e) Per quanto riguarda il trasloco di un OLO con ULL verso un diverso SL o verso un altro sito posto nell'ambito dello stesso SL, la società dichiara che le relative procedure sono previste nel "Manuale di procedura". Pertanto, in caso di trasloco ed in caso di esito positivo dello studio di fattibilità, l'OLO dovrà presentare una domanda di disattivazione del vecchio accesso ULL e di attivazione del nuovo. f) Per quanto riguarda alcuni ulteriori dati tecnici, servizi e processi richiesti dagli OLO, TI rileva quanto segue:
b.4 L'Offerta CVP Con riguardo a questo specifico tema, si sottolinea come tale argomento, oggetto di una istruttoria ad hoc, non rientri negli argomenti trattati in sede UPIM. Per completezza, comunque, si ritiene opportuno riportare la posizione espressa da Telecom Italia al riguardo. La posizione di TI Per quanto riguarda la posizione di TI con riferimento all'Offerta CVP, la società dichiara che tale Offerta non rientra nell'Offerta di Riferimento, poiché le condizioni economiche di quest'ultima vengono determinate secondo l'approccio "retail minus", mentre quelle dei servizi inclusi nell'Offerta di Riferimento seguono il principio "cost based". La società precisa che l'offerta in questione rappresenta uno strumento transitorio fornito agli OLO fino alla completa operatività dell'ULL. In particolare, l'obbligo consiste nella messa a disposizione dei sistemi di accesso xDSL, già facenti parte dell'offerta, e non nella replica dell'offerta commerciale "retail" RING corrispondente. TI sottolinea, infine, che la fornitura del servizio in tecnologia SDH non è obbligatorio, dal momento che il ricorso a tale tecnologia non richiede l'utilizzo di una "essential facility". b.5 Il servizio di co-locazione Nel corso degli incontri del 16 e 20 ottobre 2000, nonché del 1° dicembre 2000, l'UPIM si è focalizzata su particolari questioni di ordine pratico relative al servizio di co-locazione. In particolare, l'Autorità ha posto agli operatori presenti i seguenti quesiti, necessari per avviare la fase della sperimentazione. b.5.1 Definizione di spazi standard per la co-locazione L'Autorità, con lettera del 17 ottobre, ha richiesto agli operatori di esprimersi sulla definizione di un modulo standard per la co-locazione, ponendo varie alternative, quali l'adozione del criterio in termini di "metro quadrato" (corredato di ulteriori indicazioni in termini di dissipazione e potenza e eventuali parametri di forma ottimali alla installazione degli apparati), ovvero di "tipologia di telaio equivalente". La posizione degli
OLO La posizione di
TI b.5.1.1 L'utilizzo del telaio N3 La posizione degli
OLO La posizione di
TI b.5.2 Procedure per la pianificazione delle attività di co-locazione L'Autorità, nel documento del 17 ottobre 2000, ha indicato il seguente percorso: Fase 1
Fase 2 Posizione degli
OLO Posizione di TI Con riferimento alle singole fasi della procedura, le parti hanno espresso i seguenti orientamenti: a. Fornitura da parte di TI delle informazioni su tutti i siti di co-locazione Posizione degli
OLO Posizione di TI b. Manifestazione di interesse da parte degli OLO circa la co-locazione nei vari siti, con specificazione degli spazi richiesti (ed eventuale grado di priorità assegnato a ciascuno spazio) Nel corso degli incontri, è emersa la necessità di definire procedure trasparenti e non discriminatorie per l'assegnazione degli spazi, nel caso in cui gli stessi si configurino come risorse scarse. In tale contesto, si è presa in considerazione l'ipotesi di procedere all'assegnazione sulla base del meccanismo delle priorità assegnate da ciascun OLO ad ogni sito di cui si richieda la co-locazione. Sul punto, gli OLO hanno indicato tempi diversi per la manifestazione della volontà, variabili tra 10 e 20 giorni dalla disponibilità delle informazioni. Una sola impresa, in particolare, ha proposto una scadenza di fine gennaio 2001 per la manifestazione di interesse sui siti ubicati nei capoluoghi di provincia e una di fine febbraio 2001 per gli altri siti. c., d., e., f. Identificazione di un determinato numero n di siti, espletamento ed esiti dello studio di fattibilità La posizione degli
OLO La posizione di
TI Avvio della Fase 2 Non tutti i partecipanti al tavolo dell'UPIM si sono espressi su tale aspetto. L'opinione prevalente tra gli OLO è che, comunque, sia opportuno che vi sia il maggior grado di sovrapponibilità possibile tra il termine della fase 1 e l'inizio della fase 2. b.6 Altre questioni Oltre ai temi trattati, TI ha specificato anche la propria posizione in merito al servizio di co-locazione virtuale, sostenendo di non aver formalizzato la relativa offerta poiché essa rappresenta una soluzione marginale rispetto alla co-locazione fisica ed, in più, dipendendo dalla tipologia dei servizi richiesti e dagli apparati TI presenti nei siti per i quali è stata richiesta la co-locazione virtuale, non è possibile formulare un'Offerta standard. TI dichiara, inoltre, che i tempi di realizzazione della co-locazione virtuale non possono essere inferiori a quelli previsti per quella fisica ed, infine, che il confronto tra il servizio di co-locazione virtuale e housing per interconnessione effettuata dagli OLO non sia pertinente. Un operatore, infine, ha sollevato la problematica relativa al possibilità, per gli OLO, di utilizzare lo spazio dato in co-locazione sia in sala dedicata per interconnessione che in sala condivisa per l'ULL, per interconnettersi tra loro o per permettere ad un cliente presente in co-locazione presso una centrale TI o ad un OLO di usufruire delle infrastrutture trasmissive di altri operatori.
C) Necessità di interventi da parte dell'Autorità Nel corso degli incontri, è emersa la necessità di alcuni chiarimenti da parte dell'Autorità in merito a specifiche problematiche. In particolare, le parti hanno richiesto all'Autorità di chiarire:
2) CARRIER PRESELECTION A) Stato di implementazione e problematiche emerse Le questioni relative alla Carrier Preselection sono state specificamente affrontate nel corso degli incontri dell'UPIM del 3 ottobre e del 1° dicembre 2000. In tale sede, le principali problematiche hanno riguardato: a.1 Attivazioni respinte La posizione degli
OLO La posizione di
TI a.2 Gestione degli ordini non andati a buon fine per cause imputabili agli operatori La posizione degli
OLO La posizione di
TI a.3 Richiesta di attivazione per gli utenti c.d. "complessi" e per le utenze c.d. "non consolidate" La posizione degli
OLO La posizione di
TI a.4 Passaggio di un utente dal profilo A a quello B La posizione degli
OLO La posizione di
TI a.5 Eventuale aumento del numero di ordinativi giornalieri di CPS La posizione degli
OLO La posizione di
TI
B) Necessità di interventi da parte dell'Autorità Per quanto riguarda gli aspetti relativi alla CPS, gli OLO hanno richiesto che l'Autorità vigili affinché venga rispettato il principio di non discriminazione da parte di TI, , sottolineando alcune criticità ricorrenti, quali il mancato adeguamento del sistema informatico di TI, la mancata specificazione della motivazione sottostante al rifiuto di attivazione (per codice fiscale mancante o errato, utenza c.d. "complessa" o "non consolidata, ecc..) e l'incongruenza tra le informazioni contenute nelle stesse banche-dati di TI. TI, a sua volta, ha chiesto all'Autorità di pronunciarsi sul problema relativo alle attivazioni non volute, derivanti dalle lamentele di un numero sempre maggiori di clienti che dichiara di non aver mai richiesto l'attivazione delle CPS. TI, in particolare, denuncia la presenza di clausole considerate vessatorie nei contratti di stipulazione di CPS da parte di determinati operatori e, infine, ha sottolineato la necessità di definire un'informazione alternativa al codice fiscale, considerata ancora come l'unico elemento in grado di identificare il cliente.
3) NUMBER PORTABILITY
A) Stato di implementazione e problematiche emerse La questione relativa alla Number Portability è stata affrontata nella riunione dell'UPIM del 3 ottobre 2000. La posizione degli
OLO 1) la block number portability; 2) la portabilità del numero per numerazioni non geografiche; 3) gli aspetti critici della portabilità successiva; 4) la procedura di "cut over" per NP; 5) gli impatti competitivi delle specifiche tecniche della NP; 6) gli aspetti economici; 7) la scarsità di numerazione; 8) il database dei numeri portati; 9) l'adeguamento alla delibera n. 7/00/CIR. Relativamente al punto 1), gli OLO hanno indicato, tra i vantaggi, la maggiore efficienza complessiva del sistema e il miglior bilanciamento economico, a condizione che i costi dell'onward ruting rimangano invariati, mentre hanno sottolineato le problematiche derivanti dalla necessità di riconfigurazione delle centrali (in termini di tempi e costi) e dal pagamento dei costi di transito da parte della rete originating. Per quanto riguarda il punto 2), si rimanda a quanto indicata alla successiva lett. B). Sui punti 3), 4) e 5), gli OLO hanno indicato la necessità di sincronizzare gli interventi relativi alla procedura del cut over, sottolineando come tale procedura non richieda la conclusione di un contratto di interconnessione tra donating e recipient. Con riferimento alla problematica relativa alla discontinuità del servizio, inoltre, gli OLO hanno manifestato l'esigenza di determinare diversi livelli di SLA, sulla base dell'interruzione del sevizio consentita, e diversificati a seconda della tipologia del cliente (residenziale o business). Per quanto riguarda l'impatto competitivo delle specifiche tecniche sulla NP, infine, gli OLO hanno dichiarato che TI dovrebbe utilizzare come routing number un qualsiasi decamigliaio del Recipient nell'area di interconnessione. Sul problema relativo alla scarsità di numerazione (punto 7), gli OLO hanno ribadito la mancanza di decamigliai per i nuovi operatori e l'assenza di trasparenza nel processo di assegnazione delle risorse di numerazione e hanno sottolineato l'urgenza di estendere a tutti gli OLO l'utilizzo di sottoblocchi da 1000 numeri nelle aree locali appartenenti allo stesso distretto. Sul punto 8), gli OLO hanno dichiarato che è necessario accelerare il processo di costituzione del database dei numeri portati previsto dalla delibera 4/CIR/99. Per quanto riguarda, infine, le questioni relative all'adeguamento alla delibera 7/00/CIR (punto 9), gli OLO denunciano il fatto che TI richieda loro informazioni che la delibera in questione considera non indispensabili e che sono, per di più, già conosciute da TI (quali, ad esempio, il tipo di linea). La posizione di
TI TI ha tuttavia sottolineato la questione relativa alla mancata operatività del principio di reciprocità per cui non tutti gli OLO sono in grado di fornire la prestazione sulla propria rete. Con specifico riguardo alla portabilità del numero per numerazioni non geografiche, TI ha precisato che tale portabilità determinerebbe due tipi di problemi: il primo, relativo all'identificazione del chiamante; il secondo, di carattere economico, relativo alla commistione tra l'attuale tariffazione di questi numeri e quella che verrebbe applicata dall'OLO nel momento del passaggio da un operatore ad un altro. La società ha inoltre dichiarato che, a seguito della delibera 7/00/CIR e dei nuovi obblighi a carico di TI in essa contenuti, sono scaturite due voci di costo aggiuntive per TI, ovvero quella relativa alla comunicazione preventiva di data e ora del cut over e quella relativa al servizio di assistenza che TI presta all'OLO al momento del passaggio del numero. La maggiore difficoltà rilevata da TI si riscontra, in particolare, nella comunicazione preventiva all'OLO dell'ora esatta del cut over, specificando che la discontinuità del servizio potrà essere valutata solo nel caso di utenze con particolari esigenze. Con riferimento alla block number portability, TI ha dichiarato che tale servizio non è al momento previsto dalla normativa vigente.
B) Necessità di interventi da parte dell'Autorità Gli OLO hanno chiesto all'Autorità di esprimersi sull'art. 5 della delibera 4/CIR/99 nel quale si dispone "La Service Provider Portability per numerazioni non geografiche si applica a numerazioni quali quelle per i servizi di addebito al chiamato, di addebito ripartito e di tariffa premio", chiedendo, in particolare, cosa si intenda con la locuzione "quali quelle". Sul tema del cut over, inoltre, gli OLO hanno richiesto l'emanazione di un Regolamento operativo che definisca le relative procedure. Infine, gli OLO hanno sottolineato come nelle delibere 4/CIR/99 e 7/00/CIR non vengano specificate le modalità di attribuzione, all'interno della capacità dichiarata, degli ordinativi che si riferiscono a numeri non geografici. |